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Batti e Ribatti "Aldo Colonna" Il Manifesto Comunista..

  • 28 ott 2015
  • Tempo di lettura: 2 min


Il mese di marzo di quest'anno, l'estensore dell'articolo intitolato "Bandaccia" mi telefonò e mi chiese se ero disponibile a rispondere ad alcune domande in merito all'assassinio di Pier Paolo Pasolini. Diedi a lui la stessa risposta che do a chiunque mi fa domande sul grande INTELLETTUALE.


<< Non ho spectre, nè fascisti nè tantomeno banda della Magliana da darti, poichè a mio avviso nessuna delle tre "entità" è coinvolta nella morte di Pasolini. Perciò, se da me credi di ottenere qualcosa di diverso dai "marchettari" è inutile che t'avventuri>>.

Lui volle venire lo stesso e invece di incontrarlo seduti su di una panchina, lo ricevetti nella mia monastica "cella". Gli ribadii le mie convinzioni. Poi, mi mostrò la stessa foto che accompagna l'articolo ed io gli dissi che per me quello cerchiato nel tondo e messo in evidenza non era Maurizio Abbatino e subito dopo, per una forma di precisione, ritennni doveroso aggiungere che in quegli anni Maurizio Abbatino non lo conoscevo. Poi, scivolando con lo sguardo sulle facce degli altri presenti nella foto, dissi: "Questo c'ha qualcosa di Johnny lo zingaro, almeno nel taglio dei capelli e nel colore, che mi ricordava Johnny quando se li ossigenava. Soffermandomi poi, su quello dietro la scala dissi a mò di battuta: " Questo c'ha del marchettaro". Posso assicurare l'estensore dell'articolo, che personalmente il tipo in questione non lo conosco, ma come da vox populi , i "marchettari" sò robba de borgata, ed io che de borgata sono, posso non conoscere dei "marchettari"?...Figurate, ho conosciute pure quelli "redazionali"!!


E comunque se fosse stato coinvolto uno della Banda, io l'avrei saputo. Sempre per una forma di precisione, aggiungo ancora che il tizio non accennò né a Marcello Colafigli, né a Danilo Abbruciati, né tanto meno a Massimo Barbieri e a maggior ragione a Nicolino Selis, perché gli avrei sbottato a ridere in faccia dal momento che:

NICOLINO SELIS, a quei tempi SI MUOVEVA TRA I CORTILI DEI MANICOMI E QUELLI CARCERARI , e udite udite, PROPRIO IN QUEI GIORNI SI TROVAVA A REGINA COELI dove stava organizzando, con Edoardo Toscano, Giuseppe Magliolo e altri carcerati, un evasione in massa che avvenne il 10 NOVEMBRE DEL 1975, come è riportato nell'articolo dell'Unità del giorno seguente.


E pertanto, all'Idroscalo di Ostia, a sorridere a Chì e Conchì, quel 2 novembre, Nicolino Selis poteva essere presente soltanto nelle indagini contorte dell'Ed Hutcheson alle vongole che adesso deve ricomincire da capo. Fare il gioco delle tre carte, mettendo facce diverse su sagome diverse.



Scritto da Antonio Mancini - Foto Archivio L'Unita


 
 
 

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ANTONIO MANCINI

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