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Perchè sei diventato un bandito?

  • 20 apr 2017
  • Tempo di lettura: 1 min

Per colpa del Dado Star. Mo’ te spiego.

Pensa che io non sono stato mai bocciato. C’è una particolarità nella mia pagella, pagella che conservo ancora: educazione morale e civica voto 9. Qualche giornalista si è sorpreso di questo. “Se eri un ragazzino così preciso, come che sei diventato un ladro?” mi hanno chiesto.

Il fatto è che mio padre decise di trasferirsi dall’Abruzzo – io sono nato in un paesino vicino Pescara – a Roma, più precisamente a San Basilio, ‘na borgata di comunisti. In quella borgata notavo una cosa particolare: le persone erano divise in due blocchi. C’era il blocco di mio padre, tipo gli operai che si alzavano presto e che si facevano mazzo così. E dall’altra parte c’era un altro blocco: gente che si alzava tardi e che erano ben vestiti. Sai, belle macchine, belle donne, cose belle ben in vista.

Queste persone a un certo punto sparivano. Io mi chiedevo ma chi cazzo sono questi? Scoprii che erano i ladri. Noi che veniamo delle periferie a un certo punto lanciamo una monetina ideale secondo me. A me uscì testa, la parte sbagliata, e da quel momento iniziai a rubare.

Chiamai Nino Mancini, ex boss e fondatore della banda della Magliana ora pentito, un freddo pomeriggio d’inverno. Di sabato.

Pochi minuti prima di uscire. Gli spiegai il nostro progetto e gli chiesi se ci avesse concesso una intervista. Mi rispose che a quelli come noi, ai ragazzi che vengono “dalla strada”, gli fa solo piacere parlare di lui e della sua storia.


di Suburbio per Antonio Mancini


 
 
 

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ANTONIO MANCINI

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