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Accuriti acurriti

  • 16 giu 2017
  • Tempo di lettura: 2 min

Accuriti acurriti e leggete recensori di caste e di regime; questa prefazione vi annichilisce; zitti e muti."Libro finito, con un po’ di amaro in bocca, speravo forse che durasse altri capitoli, per continuare a seguire la storia.

Gli applausi sono scontati e potrebbe sembrare, che le mie congratulazioni per il libro, siano una forma di riverenza o un volersi accattivare lo scrittore, ma non è così.


Sto conoscendo meglio Nino in questo periodo, spero di poterlo conoscere meglio nel tempo, è uno di quelli, che chiunque vorrebbe trovarsi come amico, perché è sempre presente e ha sempre parole, poche e calibrate, ma dense di significato per chi sa leggere tra le righe. Il libro, e l’ Uomo che l’ha scritto, meritano grande ammirazione, sia per la sincerità del racconto, che ti trascina in pieno, facendoti sentire l’ odore delle sigarette accese durante gli appostamenti, il caldo dei fuocheracci, le macchine con lo chassis basso che arrivando alzano la polvere, il whisky, il sangue, le scazzottate, le donne, le guerriglie per le case a San Basilio, e ti fanno vedere anche un ragazzo, che ha un po’ di panico e suda in un appostamento, mentre nel silenzio, riflette su quello che sta facendo e che andrà a fare.

Grande ammirazione la riservo anche all’Uomo che l’ha scritto, un Uomo con la U maiuscola, perché se è vero che ci vuole coraggio a fare tutte le azioni criminali che ha fatto, altrettanto coraggio ci vuole a scriverle, mettendosi a nudo, molti “coraggiosi” si nascondono per molto meno. Il libro è fantastico, appassionante, emozionante, e coinvolgente, da leggere assolutamente.


Ti fa fare il percorso insieme a quei ragazzi di San Basilio, che si buttano in quella vita, perché forse non ne vedono altre fattibili, o semplicemente perché la vedono più facile da percorrere e si ci trovano risucchiati, una vita dalla quale non è facile uscire. Qualcuno che voleva uscirne per curarsi, sembra quasi chiedere scusa per il gesto. La lealtà tra di loro si percepiva anche in questi gesti. Non so dire se un capitolo in particolare, mi sia piaciuto più o meno di altri, ognuno e bello, forte e avvincente in base al contenuto. Sicuro è, che una parte brutta da saltare non la trovi.


La parte iniziale sicuramente trasmette l’allegria dei ragazzi alle prime armi, poi, da più giovani, colpisce la bella vita, i soldi e il lusso che riescono a fare e alla fine, tanto mi ero addentrato nel racconto, che mi sono fatto un po’ di giorni di isolamento insieme allo scrittore, giusto per fargli compagnia! Infine una cosa la devo dire anche io, non ci puoi lasciare cosi “ con la consapevolezza sciamanica che il percorso era stato tracciato”, adesso ci devi raccontare il resto e dopo, giusto per capire meglio le trame, va fatta necessariamente una pellicola televisiva, decidi tu se serie o puntate, anche se credo che in una singola puntata, non sia possibile raccontare tutta la storia di una vita! Forse volevi essere Edward Bunker, ma alla fine sei diventato Nino Mancini. Adelante Nino, ricordati che hai sempre un’altra camminata!


"Grazieeeee Luca!


di Antonio Mancini


 
 
 

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